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venerdì 30 marzo 2012

Le Iene e il poker online: ecco tutto ciò che è poco chiaro del servizio






Il servizio sul poker andato in onda qualche ora fa su "Le Iene" lascia un retrogusto un pò ambiguo: sollievo misto ad una forte rabbia. 
Il servizio era a cura di Nadia Toffa, ed ha avuto origine dalla ricezione di una email da parte di un sedicente ex agente di poker room non ben definita, denominata ".com" ma identificabile certamente con quelle che nell'ambiente sono note come ".retard", ovvero room illegali che operano senza licenze credibili nè controlli degni di tal nome sul proprio operato. Alcune .ret esistono da anni, nascono e si sviluppano grazie a ramificazioni sul territorio.





Anzi, la nascita del poker licenziato AAMS ha dal principio avuto tra i principali obiettivi - oltre a quello di far giocare gli appassionati in sicurezza - anche quello di limitare e (ove possibile) estirpare il cosiddetto mercato sommerso, di cui questo tipo di realtà è parte integrante. Fatta questa doverosa premessa, torniamo a Nadia Toffa e al suo ospite.
Nonostante un titolo palesemente scandalistico - "Siti di poker che rubano milioni" - la Toffa fa subito un importante distinguo con le poker room provviste di licenza AAMS, e questo già è un fatto importante. Quindi, la giornalista lascia la parola al ragazzo, imbacuccato fino ai capelli come un super-pentito, e con la voce alterata per renderne più difficile il riconoscimento.
Il ragazzo parla di questi siti illegali, che hanno server in paesi i quali non ne controllano le regolarità (peccato nomini anche Malta che però in quanto a controlli non è seconda a nessuno, ndr). Parla di come operano, dei guadagni che generano, di quello che torna(va) in tasca a un agente come lui. Cifre importanti, come 50mila euro al mese, poi rigiocate o parzialmente "regalate" ad altri giocatori per attirarli nella rete.
E poi, il pezzo forte. Eccolo, lo spauracchio di tutti gli appassionati: il super-account. Il ragazzo parla alla Toffa di software per vedere le carte degli altri giocatori, e sostiene di poterlo confermare. Ed ecco che ci troviamo di fronte ad un video di un ipotetico match heads up contro un ignaro player, del quale vediamo le carte. Peccato ci siano alcuni elementi che destano quantomeno sospetto:
  • il flop è composto da sole due carte
  • La barra indica una cifra uguale (399€) per call e raise
  • nelle mani successive il ragazzo "accetta" di regalare qualche centinaio di euro all'avversario "perchè non lo vogliamo derubare"
 
In generale sembra in tutto e per tutto una mano riproposta su un hand replayer, e infatti da qui in poi si scatena il tam tam sui social network: la pagina di Nadia Toffa è presa d'assalto con domande di chiarimento. Ad una di queste (quella sul flop con 2 carte) lei risponde che si tratta con ogni probabiltà di problemi di post produzione, venuti fuori nella necessità di oscurare alcune parti di video per non rendere la room riconoscibile. Ma qui scatta un altro interrogativo, ben più pesante: "Le Iene" si sono sempre contraddistinte per fare del giornalismo d'inchiesta, pur se a volte discutibile. Come mai, una volta scoperta una truffa, non si fa il nome della poker room truffatrice?
Tutto troppo strano, compresa la figura di questo sedicente agente, sull'identità del quale si è scatenata una sorta di caccia all'uomo. D'altra parte, la rete viaggia a velocità enormi, e secondo una ricorrente vox populi si potrebbe trattare di un fuoriuscito da un circolo illegale in centro Italia, che per vendetta avrebbe "sputtanato" il tutto scrivendo alle Iene.
Il vero problema è però un altro: il mercato sommerso del poker è qualcosa di esistente, a cui la legalizzazione del cash game ha peraltro dato un colpo quasi mortale. Tuttavia, anche se con proporzioni molto ridotte, ogni tanto se ne sente parlare ancora, delle ".ret". Un tipo di servizio del genere rischia di fare due danni:
1. Innanzltutto rischia di portare ulteriore danno al poker legale: seppur con il distinguo iniziale, nella percezione di buona parte del pubblico non ci sarà distinzione tra poker buono e quello cattivo.
2. Denunciare un problema reale o verosimile (quello delle truffe relative a questo tipo di room, la presenza di bot eccetera), ma farlo in maniera impropria e con strumenti non credibili, può comportareSono queste le due colpe principali di questo servizio de "Le Iene", e per questa ragione difficilmente smetterà di generare polemiche anche nei giorni a seguire.