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giovedì 29 marzo 2012

Registro delle opposizioni: sembrava la soluzione alle telefonate moleste degli operatori, ma ancora una volta hanno vinto i call center







Il Registro delle opposizioni, ovvero l'unico strumento per difendersi dagli scocciatori telefonici del telemarketing, è un flop e il Garante della privacy l'aveva previsto. "Dal sistema opt-in (il più diffuso in Europa e precedentemente sostenuto dal Garante, NdR), per il quale l'utente doveva espressamente manifestare la propria volontà a essere contattato dalle società di telemarketing, infatti, si è passati all'attuale sistema di opt-out che prevede l'iscrizione al registro delle opposizioni per non essere più molestati. Un sistema farraginoso, che sta creando non pochi disagi e problemi agli utenti ", spiegavano le associazioni dei consumatori la scorsa primavera.
Tutti avevano ben compreso che si sarebbe dimostrato un buco nell'acqua, tranne ASSTEL che fino all'ultimo è sembrata convinta dell'iniziativa. La verità però è che dall'entrata in vigore del Registro ben poco è cambiato.
Le telefonate pubblicitarie moleste continuano, e il tanto declamato Registro delle Opposizioni forse ha persino peggiorato le cose.




Questa tesi controcorrente è sostenuta dalle associazioni dei consumatori Federconsumatori e Adusbef. "La Commissione Europea ha preso un abbaglio grande quanto una casa", dichiarano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. "Dire che la tutela degli utenti telefonici, in Italia, sia migliorata con l'introduzione del registro delle opposizioni è una grave inesattezza. Anzi, come sosteniamo da tempo, è nettamente peggiorata".