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martedì 10 aprile 2012

È’ morto il papà del Commodore 64: Jack Tramier aveva 83 anni ed era stato prigioniero ad Auschwitz






Jack Tramiel, pioniere dell’industria dei computer e fondatore della Commodore, è morto all’età di 83 anni. Nato in Polonia da una famiglia di origini ebraiche, è stato prigioniero ad Auschwitz durante la seconda guerra mondiale. Emigrato negli Stati Uniti ha dato un contributo fondamentale al mondo dei personal computer e dei videogiochi. Con uno slogan rivoluzionario, “costruire pc per le masse”.





 Leggendo gli articoli che i quotidiani e i tech magazines di mezzo mondo dedicano in queste ore a Jack Tramiel si capisce subito che l’uomo non aveva molto in comune con gli altri capitani d’industria del settore. Nato nel 1928 in Polonia da una famiglia di origine ebraica, insieme alla famiglia è stato internato ad Auschwitz, per essere trasferito poi insieme al padre nel campo di lavoro di Ahlem, vicino ad Hannover. Salvato nel 1945 dalle truppe sovietiche, due anni dopo Tramiel sceglie di emigrare negli Stati Uniti e si arruola nell’esercito. Sfruttando proprio un prestito dell’esercito pochi anni dopo riesce a fondare la Commodore, una piccola impresa per la riparazione delle macchine da scrivere che farà parlare di sé in futuro.
 Le macchine da scrivere cominciano ben presto a stare strette a Tramiel. Presto la Commodore comincia a produrre orologi LED, veri e propri feticci degli anni a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta. Poi è la volta dei calcolatori. Il PET 2001, che esce nel 1977 insieme all’Apple II ed Radio Shack’s TRS-80, fa parte del trio di microcomputer che capovolgono il concetto di pc da oggetto curioso per nerd e hobbisti a vero e proprio prodotto di consumo. Il PET rifletteva già il pensiero e la filosofia di Tramier, poco interessato all’estetica ed agli aspetti legati al design dei suoi prodotti e focalizzato sulla funzionalità e sulla comodità di utilizzo. Concetti che poi avrebbero trovato la loro espressione definitiva nella macchina che avrebbe consacrato il successo di Jack Tramiel.
 Il C64 entra in produzione all’inizio del 1982 ed approda sul mercato americano nell’agosto dello stesso anno. Le caratteristiche studiate da Tramiel e dal suo team gli permettono di avere prestazioni grafiche e sonore altrettanto esaltanti rispetto a quelle del concorrente diretto Apple II, con un vantaggio però. Il Commodore 64 costa solo 595 dollari. Il successo di quello che per buona parte degli anni Ottanta è stato il simbolo stesso del personal computer è tutto nei numeri. Negli anni in cui resta in produzione sono venduti tra i 12,5 ed i 17 milioni di esemplari. Tra il 1983 e il 1986 il Commodore domina il mercato con il 40% delle vendite nel settore, procedendo al ritmo di 2 milioni di macchine vendute ogni anno. Il successo arriva anche dal differente modello di vendita immaginato da Tramiel. Il C64 non si vende esclusivamente insieme alla roba per smanettoni nei negozi di elettronica, ma in negozi di vendita al dettaglio. Quello del Commodore si configura subito come un universo in grado di reggersi sulle proprie gambe. In poco tempo nascono oltre 10.000 software capaci di girare sul pc di Tramiel, dai programmi di sviluppo alle utility per gli uffici fino ai popolarissimi videogiochi.

 

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