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lunedì 9 aprile 2012

Le minacce di morte al concorso di bellezza gay: succede ai concorrenti africani della finale di Mr Gay World







E’ stato disturbato da violenze e gravi intimidazioni il grande concorso di bellezza per gay tenutosi nei giorni scorsi a Johannesburg, dove si è disputata la finale Mr Gay World. Il rappresentante dello Zimbawe è stato costretto a ritirarsi dopo le minacce di morte ricevute dalla sua famiglia.





 Gli episodi spiacevoli non hanno però compromesso il regolare svolgimento della manifestazione. Gli organizzatori dell’evento hanno sottolineato come il concorso sudafricano sia riuscito a segnare un passo importante nella lotta all’omofobia nell’intero continente. L’avvocato Koenie Kukkuk, direttore della manifestazione, ha raccontato come il Mr Gay ha aiutato molti omosessuali vittima di dicriminazioni. “Ha fatto i sudafricani orgogliosi del riconoscimento dei diritti sessuali e del matrimonio omosessuale”, ha affermato.
E’ dal novembre 2006 che nella Repubblica del Sudafrica è entrata in vigore la legge che autorizza il matrimonio omosessuale. Il Sudafrica è il primo Paese africano ad aver legalizzato le nozze tra persone dello stesso sesso. Una situazione nettamente diversa dal resto del continente, dove, in 38 paesi su 54 i rapporti tra persone dello stesso sesso sono duramente condannati. In Mauritania, Sudan e Nigeria settentrionale, ad esempio, per gli atti omosessuali è prevista addirittura la pena di morte. E gli sforzi per estendere la legislazione anti-gay spesso finiscono per accentuare i sentimenti omofobici. Lo scorso mese, ad esempio, il presidente dello Zimbawe Robert Mugabe ha affermato che i “gay sono peggio dei cani e dei maiali”.
Alla finale mondiale di Mr Gay, precedentemente andato in scena in Canada, Norvegia e Filippine, hanno partecipato 22 uomini, di cui tre africani. Erano stati selezionati rappresentanti di sette paesi del ‘continente nero’, ma, per motivi economici legati alle spese da sostenere per il viaggio, sono rimasti in tre: i candidati della Tanzania, del Ghana e del Kenya. Il rappresentante dello Zimbawe, Taurai Zhanje, oltretutto, si è ritirato dalla competizione dopo le minacce che la famiglia ha ricevuto dalla Central Intelligence Organisation del governo. Il rappresentante della Namibia, il 24enne Wendelinus Hamutenya, invece, lo scorso dicembre è stato ricoverato in ospedale dopo aver subito un’aggressione. L’etiope Robel Hailu, 25 anni, studente in Sudafrica, ha ricevuto minacce di morte ed è stato allontanato finanche dalla sua famiglia benestante. “Nessuno in Occidente o anche in Sudafrica può comprendere i livelli estremamente alti di persecuzione del continente africano”, hanno fatto sapere gli organizzatori. Per quattro giorni i concorrenti sono stati anche testati della loro conoscenza delle problematiche LGBT.