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mercoledì 18 aprile 2012

Morosini e i due defibrillatori non usati






Due defibrillatori non usati e il sospetto che avrebbero potuto salvare la vita di Piermario Morosini. Corriere e Repubblica parlano dell’indagine sul giocatore del Livorno morto in campo sabato scorso. E su un dettaglio che potrebbe rivestire grande importanza:
Due defibrillatori che forse potevano essere utilizzati per tentare di salvare la vita di Piermario Morosini. Invece, durante quei drammatici e concitati dieci minuti successivi all’arresto cardiaco del giovane calciatore del Livorno — di cui circa 6 e mezzo trascorsi tra il malore e la corsa in autoambulanza — i due macchinari a disposizione dei tre medici corsi in aiuto, non sono stati utilizzati.
Ecco la ricostruzione nella grafica di Repubblica:

Ieri, i magistrati (Cristina Tedeschini e Valentina D’Agostino) che indagano sulla vicenda per “omicidio colposo”, hanno disposto il loro sequestro:
Uno si trovava nell’autoambulanza del 118 che ha trasportato Morosini in ospedale (la stessa arrivata in ritardo a causa di un’auto dei vigili parcheggiata male). L’altro è forse più importante: è quello portato sul terreno di gioco dal personale di pronto intervento durante i primi istanti dei soccorsi. L’esame di quest’ultimo apparecchio potrebbe essere molto utile. Seppure non sia stato utilizzato, pare che sia stato comunque “aperto” e ciò avrebbe innescato una registrazione audio di quei minuti di intervento medico intorno a Morosini. Sempre ieri pomeriggio, è stato interrogato Leonardo Paloscia, primario di cardiologia dell’ospedale civile di Pescara. Paloscia è stato l’ultimo dei tre medici ad arrivare sul terreno di gioco. Durante la partita si trovava in tribuna come spettatore.
Sull’autoambulanza che ha trasportato Morosini dallo stadio all’ospedale civile, il defibrillatore non è stato utilizzato:
«Sinceramente conoscendo il protocollo che si rispetta in questi casi, pensavo che fosse già stato applicato sul campo…» ha detto agli inquirenti. «Rispetto all’uso del defibrillatore sull’autoambulanza, ritengo che possa essere stato ininfluente, considerato che il tragitto è stato molto breve: appena tre minuti. Poi, una volta al pronto soccorso, Morosini è stato sottoposto oltre che alla defibrillazione anche a molte altre cure». Domani mattina, invece, sarà interrogato Marco Di Francesco, infermiere dell’ospedale che faceva parte dello staff di pronto intervento sul campo di gioco. «Il defibrillatore in campo c’era, ed era a due passi dal calciatore disteso a terra, ma non è stato mai utilizzato, almeno da quanto ho visto io…» ha ripetuto ieri, intervistato.

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