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lunedì 14 maggio 2012

I virus che ricaricano le batterie dei cellulari



L'idea fortemente negativa che si ha dei virus potrebbe cambiare presto, appena impareranno a ricaricare la batteria dei nostri telefonini. Stanno provando a 'insegnarglielò i ricercatori dell'università di Berkeley, in California, che hanno pubblicato uno studio su Nature Nanotechnology nel quale si dimostra che, proprio attraverso i virus, sono riusciti a ottenere abbastanza energia da accendere un display a cristalli liquidi. I microrganismi scelti fanno parte di una classe di virus chiamati batteriofagi, innocui per l'uomo perchè attaccano solo i batteri, che nelle prove in laboratorio hanno mostrato di essere piezoelettrici, di tradurre cioè in elettricità le sollecitazioni meccaniche a cui vengono sottoposti. Questa caratteristica finora era stata osservata in alcuni cristalli, nelle ossa, nel Dna e in alcune proteine, ed è usata ad esempio per produrre gli accendini 'elettronicì e in alcuni microscopi avanzati. I ricercatori hanno osservato che i batteriofagi del tipo M13 in particolari condizioni si autoassemblano in film sottili, ideali per la produzione di batterie. 

VIRUS RICARICANTI Osservando al microscopio il loro comportamento in presenza di un campo elettrico, hanno notato che le proteine che racchiudono il virus si piegano e ruotano, segno evidente di piezoelettricità. Una volta ingegnerizzati i virus per massimizzare questa caratteristica, un film sottile è stato richiuso fra due elettrodi d'oro, ottenendo un 'francobollò di un centimetro quadrato che, una volta premuto con il dito, ha prodotto una corrente di 400 millivolt, sufficiente a illuminare un display a cristalli liquidi e a far apparire il numero 1. «Ora stiamo lavorando a nuovi modi per migliorare la produzione - afferma Seung-Wuk Lee, uno dei ricercatori - la biotecnologia ci permette di modificare geneticamente i virus a piacimento, quindi questo metodo potrà essere usato per la produzione di energia nei dispositivi microelettronici del futuro. Un'applicazione possibile, ad esempio - spiega il ricercatore - sarà la produzione di 'fogliettì di virus da inserire nelle scarpe che ricaricano ad esempio un telefono con l'energia sviluppata dai passi». Non è la prima volta che i materiali piezoelettrici vengono usati per produrre energia: alcuni esempi già in uso sono le 'strade piezoelettrichè, che hanno sotto l'asfalto uno strato di cristalli che producono energia, o le pedane di alcune discoteche, che sfruttano i movimenti delle persone che ballano.

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