Una raccolta delle ultime notizie di cronaca, con articoli incredibili, strani, curiosi, divertenti, simpatici e sempre aggiornati! Diventa fan su facebook e seguici su twitter per non perderne nessuna!

Ritrovaci su Twitter e Facebook

giovedì 24 maggio 2012

Il leghista che faceva battute sul terremoto minacciato di morte





Il leghista finito nella bufera per una frase sul terremoto in Emilia al quotidiano Brescia Oggi denuncia di essere minacciato di morte per la sua infelice affermazione.
Stefano Venturi, appena eletto consigliere comunale a Rovato, su Facebook il giorno del sisma annunciava: “Ci scusiamo per i disagi, ma la Padania si sta staccando”. Ora chiede scusa (“Ho fatto una battuta stupida”) e dice di sentirsi “nel mirino”. Giancarlo Chiari ricostruisce la vicenda:
Minacce e insulti per telefono, strani movimenti vicino a casa: è veramente finito nel mirino il 31enne esponente della Lega Nord di Rovato, Stefano Venturi, autore su Facebook di frasi decisamente infelici sul terremoto dell’Emilia. Aveva scritto: «Terremoto nel nord Italia, ci scusiamo per i disagi, ma la Padania si sta staccando (la prossima volta faremo più piano)». Ma la frase dello scandalo, adesso, Venturi sta veramente rimpiangendo di averla scritta. Eletto il 7 maggio consigliere comunale nella maggioranza leghista retta dal neosindaco Roberta Martinelli, proprio per il suo ruolo istituzionale ha provocato gran parte delle reazioni:non gli è bastato cancellare da Facebook la sua pagina per uscire dalla bufera.
Venturi si è dimesso da segretario di sezione, ma non da consigliere comunale. Continua Chiari su Brescia Oggi:
Le dimissioni da segretario della Lega Nord di Rovato, chieste e ottenute dal segretario provinciale del Carroccio Fabio Rolfi e dall’onorevole Manuela Dal Lago, hanno se mai accentuato la determinazione delle minoranze a chiederne anche le dimissioni da consigliere comunale. Le dimissioni le chiede (ma non solo lui) anche l’ex vicesindaco Angelo Bergomi, ora consigliere e segretario del Pd rovatese, che spiega: «Se i vertici provinciali e nazionali della Lega non vogliono essere rappresentati da lui, ancor meno è accettabile per tutti noi che rappresenti il Comune di Rovato».
 Le frasi sul terromoto e le proteste del web hanno costretto Venturi a cancellare la pagina personale da Facebook e il sito della Lega rovatese:
Cancellata la pagina di Facebook, il nome di Venturi è scomparso anche dal sito della Lega rovatese. Ma la bufera nonsi placa. «Non mi immaginavo di poter urtare così in profondo la sensibilità collettiva – raccontaVenturi al telefono -. Mi scuso per quanto ho scritto su Facebook: dopo aver cancellato quelle parole, ho anche tolto la pagina pubblica dove si trovavano. Sono mortificato: in accordo con la segreteria provinciale della Lega, mi sono dimesso da segretario della sezione. Ho fatto una battuta stupida».
 Il consigliere leghista denuncia insulti e minacce nei suoi confronti:
Poi Venturi fa presente che, anche contro di lui, si sta esagerando: «Da giorni ricevo insulti e minacce di morte, tanto che non rispondo più alle telefonate, e anche sulla rete». Ma venerdì sera che cosa farà? Andrà in Consiglio comunale? «Sono appena stato eletto e andrò in consiglio». Il sindaco Martinelli dice: «Venturi mi ha riferito di essere stato insultato e minacciato. Questo è grave. Intanto si è dimesso da segretario della Lega nord, e la mia posizione non cambia: venerdì il Consiglio, che non si ancora insediato, entra in carica».
 Dopo le dimissioni da segretario locale del Carroccio le liste civiche chiedono a Venturi un ulteriore passo indietro:
È però confermata da Andrea Mazza, di «Rovato civica», e da Roberto Manenti, della Lega Lombardo-Veneta, l’intenzione di chiedere al consiglio le sue dimissioni. Pierluigi Massetti, della lista «Semplicemente per Rovato», aggiunge: «A Venturi si chiede il coraggio di un atto di responsabilità con un passo indietro dal Consiglio comunale. Essendo impossibile per le minoranze far dimettere qualsiasi componente della maggioranza, invitiamo sindaco e la maggioranza a prendere atto dell’incompatibilità di un incarico istituzionale a una persona che commette un così grave “errore”. Quindi, mettendosi tutti una mano sulla coscienza, tocca loro prendere la decisione con l’onore e l’onere di tale scelta».
 Il leghista che faceva battute sul terremoto minacciato di morte

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Archivio blog