Una raccolta delle ultime notizie di cronaca, con articoli incredibili, strani, curiosi, divertenti, simpatici e sempre aggiornati! Diventa fan su facebook e seguici su twitter per non perderne nessuna!

Ritrovaci su Twitter e Facebook

sabato 12 maggio 2012

In arrivo la tassa sulle bibite gassate: 250 milioni allo stato



 Una mini-tassa sulle bibite zuccherate gassate, che diventi un monito per genitori e figli ad adottare stili di vita più sani e che potrebbe portare nelle casse dello Statoogni anno 250 milioni di euro. È l'ipotesi allo studio del governo, annunciata dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, che incassa subito la bocciatura sia da parte dei produttori, come la Coca-Cola, che dei consumatori. Il ministro non parla di tassa ma di «un limitato prelievo di scopo» di appena «tre centesimi» che non «sconvolgerebbe il sistema» e non creerebbe problemi «nè ai produttori nè ai consumatori», consentendo invece di investire risorse per «rafforzare campagne di prevenzione» e mettere in campo «alcuni interventi mirati in campo sanitario». Ma non la pensano così nè i consumatori nè i produttori che a stretto giro bocciano la proposta del ministro, già illustrata e discussa, come ipotesi, al tavolo con le Regioni per il rinnovo del Patto per la Salute. 

La necessità di intervenire, ha argomentato il ministro, deriva dalla «sottostima» del problema da parte delle famiglie, visto che «metà dei nostri ragazzi consumano troppe bevande zuccherate e gassate» che contribuiscono a creare problemi di sovrappeso e obesità che affligge anche l'Italia. Una tassa però «immotivata, discriminatoria» e per questo «inaccettabile» secondo Assobibe, associazione dei produttori di bevande analcoliche, anche perchè «l'Italia è al penultimo posto tra i Paesi Ue per consumi pro-capite» e le bibite analcoliche gassate «contribuiscono per meno del 2% - dicono i produttori - all'apporto calorico medio quotidiano». E una tassa che in più è «ipocrita» secondo il Codacons perchè «con la scusa della corretta alimentazione e dello scopo sanitario, il Governo vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini». Da Coca Cola Italia (8 stabilimenti, 3.300 lavoratori, decine di migliaia considerando l'indotto) si dicono «stupiti e preoccupati».
 
«Oltre all'inefficacia per combattere l'obesità avrebbe conseguenze sul potere d'acquisto dei consumatori» dice il direttore della comunicazione Alessandro Magnoni. «Attraverso le nostre associazioni di categoria - aggiunge Magnoni - abbiamo più volte chiesto un incontro con ministro, ancora senza esito. Ricordo che il nostro settore Š al top dell'aliquota Iva al 21%, a differenza della maggior parte dei prodotti alimentare che pagano aliquote tra il 4 e il 10% mentre la media Ue è al 16%». Nel quadro degli altri Paesi europei, «in Francia il primo gennaio scorso l'ex governo Sarkozy ha introdotto sulle bevande un'accise ex ante di 0,7 centesimi litro. L'ipotesi italiana a quanto sappiamo - prosegue il responsabile comunicazione del gruppo Italia - sarebbe di 0,3 cent a bottiglia, pari 10 cent al litro superiore a quella francese». Polemica anticipata da Balduzzi: «Nelle leggende metropolitane nazionali - ha ricordato - è uscito anche che avrei intenzione di tassare Nutella e cotechino. Faccio notare che ci potrebbero essere anche dei profili problematici, nell'ipotesi in cui un responsabile pubblico si mettesse in testa di attaccare alcune delle qualità del nostro Paese». Altro discorso, invece, quello di «fare un accordo per diminuire alcune percentuali nei cibi di sostanze nocive, come i famosi grassi saturi» per il quale peraltro, è già stato avviato «un tavolo con produttori e ministero Agricoltura». Ma questo passaggio «non si può ottenere con la leva fiscale - ha osservato il ministro - bensì con un accordo mirato».

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Archivio blog