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venerdì 4 maggio 2012

Quando la pigrizia ti salva la vita





Cinque casi di persone troppo occupate a fare altro per morire.


Anna Williams aveva 63 anni allora e quella sera decise di andare a ballare con le sue amiche e i suoi amici. E, nonostante l’età, tornò a casa tardi: e questo le salvò la vita. Perché quella sera a casa sua ad aspettarla c’era BTK Killer, alter ego di Dennis Rader, un serial killer americano che, come da nome (Blind, Torture, Kill), accecava ed uccideva le sue vittime. Ma quella sera, pur avendo fatto irruzione a casa di Anna, non la trovò. E dopo un po’, stanco di aspettare, se ne andò a casa.

Solo una delle storie che ci propone il media umoristico Cracked sulle persone vive perché pigre, in ritardo, differentemente impegnate a fare il proprio dovere, impedite per questo o quell’altro motivo. C’è il cittadino indiano di New York che, tornando dal Regno Unito, si ubriacò in aeroporto talmente tanto che arrivò tardi all’imbarco del volo Pan Am 103; lo staff non lo fece passare, e dovette smaltire la sbornia sui seggiolini dell’aeroporto. Poi il Pan Am 103 saltò in area: Lockerbie. E  Jaswant Basuta sopravvisse, perché ubriaco. Era invece il 2001 quando Lara Lundstrum Clarke arrivò tardi al lavoro perché una macchina stava per ucciderla: la guidava Gwyneth Paltrow, la nota attrice. L’auto si fermò in tempo e iniziò una di quelle cortesie a catena del tipo “prima lei, no prima lei, no, prima lei, prego passi”, che durò alcuni minuti. Così Lara fece tardi e non arrivò in tempo al 77mo piano del World Trade Center. L’aereo che lo fece crollare, quell’11 settembre 2001, arrivò invece puntualissimo, e lei si salvò.

Torniamo invece indietro fino al 1879 quando lo zar Alessandro II di Russia sopravvisse a ben quattro attentati alla rivoltella di seguito: allora la lega Volontà del Popolo, gruppo cospiratore russo, decise che era il momento di passare alla dinamite. Si procurarono un contatto dentro il palazzo del Re che imbottì la camera da pranzo di esplosivo: ma quella sera, in cui lo Zar e la sua famiglia ospitavano a cena il principe Alessandro d’Assia. Quella sera però a Mosca faceva molto freddo, i treni erano in ritardo e così lo Zar sentì la sua camera da pranzo esplodere mentre ci si avvicinava. Morì un anno dopo, in un altro attentato. Impagabile poi la storia del coro religioso che evitò la morte grazie ad un ritardo collettivo: di 15 persone, nessuna si presentò in tempo. Per una fuga di gas la chiesa esplose. E loro erano fuori.

 Quando la pigrizia ti salva la vita


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