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martedì 1 maggio 2012

Se dormi molto dimagrisci in fretta





Alcuni studi collegano in maniera potente la quantità di ore sonno e la predisposizione genetica all’obesità. “Significa che dormire faccia dimagrire?”, chiede, retoricamente, Nathaniel Watson, direttore del centro disturbi del sonno all’Università di Washington: “Probabilmente no. Ma dormire riesce a far raggiungere un livello in cui i fattori ambientali, come la dieta e l’attività fisica, sono più importanti nella determinazione del proprio peso corporeo rispetto alla predisposizione genetica”. Come a dire che, con il sonno in tasca, il nostro peso è davvero nelle nostre mani.

Lo studio del team del dottor Watson, pubblicato online giovedì scorso nel journal “Sleep” e raccontato da Huffington Post, ha coinvolto “mille coppie di gemelli omo ed eterozigoti negli Stati Uniti. Questi gemelli hanno fornito ai ricercatori informazioni riguardo il peso, l’altezza e gli schemi del sonno. Secondo i risultati, dormire meno di sette ore di sonno a notte è stato collegato ad un’aumentata massa corporea, e una maggiore influenza genetica sulla stessa”. In breve, “dormire di meno crea un ambiente favorevole per lo sviluppo dei geni collegati all’obesità”. Diciamo, spiega Watson, “che consideriamo due gemelli identici, con gli stessi geni a comandare l’IMC. Uno dei due dorme poco, l’altro normalmente. Quello che dorme poco attiverà i geni relativi all’IMC, perché ha un ambiente favorevole. Chi dorme di più, non lo crea”; e così, “perdere peso attraverso una modifica dei comportamenti è molto più efficace quando i fattori genetici sono mitigati dal sonno”, spiega lo studio.

Questa ricerca, anche se, come al solito, non è sufficiente da sé a spiegare qualcosa in maniera definitiva: “Il nuovo studio”, ad esempio, “non qualifica l’esatto ammontare del tempo che le persone devono assicurarsi per minimizzare i fattori genetici. Ai fini della ricerca, “il sonno normale” è stato considerato dalle 7 alle 8-9 ore”. Si tratta però di risultati incoraggianti: “Un paper come questo apre un sentiero importante e ci incoraggia a guardare con più attenzione alle interazioni genetico-ambientali”, dice David Meyre, patologo canadese.


 Dormi molto? La dieta è più facile

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